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IL LUOGO DI AIMO E NADIA Gusto e Armonia

Sinonimo di grande cucina ispirata alla tradizione, Il Luogo di Aimo e Nadia è uno dei templi della gastronomia italiana. A renderlo celebre nel mondo, l’estro creativo di due chef di eccezione, compagni di vita, da oltre mezzo secolo legati da una sincera passione per «le cose fatte come si deve».

All’inizio c’è solo una gran voglia di fare: nella Milano del dopoguerra, Aimo e Nadia, ancora ragazzi, giungono con le famiglie dalla Toscana. Nel 1955 lui «apre» in via Copernico, e lei gli da una mano: Da Aimo si mangia bene, i clienti sono sempre più numerosi. Pochi anni dopo, in via Montecuccoli, la trattoria è già la «tavola delle meraviglie» che tutto il mondo ama: arrivano le stelle Michelin e il successo.
Aimoenadia («l’uno senza l’altra neppure riesci a immaginarli», scrive Marco Gatti), con la figlia Stefania, oggi hanno lo stesso entusiasmo degli esordi e la stessa disarmante, provocatoria convinzione: dopotutto, quello che conta è cucinare bene.

Una filosofia della semplicità che si esprime in piatti indimenticabili, come Pane e pomodoro, Bocconcini di anatra muta, Spaghetti al cipollotto. Ricette straordinarie, eppure familiari: una vera «cucina del cuore».

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AIMO E NADIA Le squisitezze del cibo e dell’anima

Un itinerario “amorevole” fra cibo e gusto, emozioni, storia e cultura, tradizione e modernità si compie nelle conversazioni avvenute tra Aimo, Nadia, la figlia Stefania, Paolo Ferrari e Marco Dotti. Da questo percorso a più voci nasce una sorta di manifesto della cucina di Aimo e Nadia.
La millenaria tradizione italiana è presente con la sua incomparabile storia di stratificazioni e sovrapposizioni, eppure il cambiamento verso la contemporaneità più avanzata è nel cuore delle preparazioni dei due grandi cuochi, pur rimanendo intatto il rigore del metodo e senza che la natura degli elementi subisca una manipolazione artificiosa. Le ricette, lontane dalla fissità della tradizione, sono il luogo della trasformazione e della perenne ricerca di nuovi orizzonti da esplorare. La continua scoperta di accostamenti inusuali è in grado di introdurre anche le materie più umili e popolari, quelle d’un mangiare semplice che può essere sublime, in ricette vivaci di efficace incisività, proprie della terra, del sole e del mare mediterranei.
Squisito e mai ripetuto appare l’intreccio dei sapori nelle preparazioni di Aimo e Nadia, sapienti gli equilibri, le simmetrie, così a rimanere stupefatti di fronte alla maestria con cui sono composte. Per non dire dei dessert di Stefania e dei suoi collaboratori: dolci dai progetti avanzati, accostamenti di sottile invenzione.
Un’ulteriore stratificazione di emozione e pensiero – vòlta alla sinergia dei sensi, dell’anima e dell’intelletto – si esprime nell’Installazione-composizione all’interno del luogo, anticipata sulla facciata dalla Teoria degli sguardi Assenti e delle Pietre Animate: l’intreccio di architettura e forme dell’arte nell’interazione tra segni consonanti e dissonanti apre in un angolo della periferia milanese a quell’ospitalità e a quell’esperienza uniche che Il luogo di Aimo e Nadia ogni giorno è pronto a offrire a chi ne abbia il piacere.

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