Il 26 gennaio, presso Identità Golose Milano, si è tenuta la prima delle cinque serate dedicate alla Cucina di Montagna, inaugurata da una cena a quattro mani che ha visto dialogare due interpreti autorevoli dell’arco alpino italiano: Alessandro Negrini, chef patron insieme a Fabio Pisani de Il Luogo Aimo e Nadia, e Riccardo Gaspari, alla guida di SanBrite a Cortina d’Ampezzo.
Un incontro costruito sul confronto tra territori, storie e visioni, in cui la Valtellina e le Dolomiti ampezzane si sono raccontate attraverso una cucina profondamente legata al paesaggio e alla materia prima, interpretata con uno sguardo contemporaneo e consapevole.
La serata si è articolata in tre momenti distinti, condivisi con l’executive chef di Identità Golose Milano Edoardo Traverso.
Un primo momento di briefing ha coinvolto le brigate di cucina e di sala, durante il quale Alessandro Negrini e Riccardo Gaspari hanno illustrato la propria visione, raccontando piatti, tecnica e modalità di servizio.
A seguire, l’aperitivo di accoglienza degli ospiti, introdotto da Claudio Ceroni, presidente di Identità Golose, che ha condiviso il senso della serata nel solco del progetto ideato e curato da Paolo Marchi, fondatore e curatore di Identità Golose.
Infine, la cena a quattro mani, cuore dell’evento, ha dato forma a un dialogo gastronomico autentico tra Valtellina e Dolomiti.
Nel presentare il menu, Alessandro Negrini ha raccontato il legame profondo con la sua terra d’origine, scegliendo di rappresentare la Valtellina attraverso uno dei suoi piatti più identitari: i Pizzoccheri Valtellinesi. Un piatto definito dallo chef “tribale”, perché nato da un territorio preciso e difficilmente separabile dal contesto culturale e umano che lo ha generato, in piena coerenza con il progetto Territori, portato avanti insieme a Fabio Pisani a Il Luogo Aimo e Nadia.
Accanto a questa visione, la cucina di Riccardo Gaspari ha raccontato il mondo dei boschi e dei pascoli ampezzani, con piatti essenziali e misurati, capaci di valorizzare la materia prima senza sovrapporsi ad essa.
Il menu della serata ha seguito un percorso in quattro tappe, alternando le due identità in un dialogo armonioso:
- Salmerino, beurre blanc di trota, brunoise di bieta – Riccardo Gaspari
- Pizzoccheri Valtellinesi – Alessandro Negrini
- Cervo, funghi, salsa verde – Riccardo Gaspari
- Castagna, mela e panna – Alessandro Negrini
Una cena che ha restituito il significato più autentico della cucina di montagna: un racconto di territori, tecnica e identità, espresso attraverso la voce condivisa di due chef uniti da una visione comune.




